I Quaccheri in un unico post

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I Quaccheri in un unico post

Mi sono già dilungato abbondantemente sulla Religious Society of Friends (i cui membri sono comunemente conosciuti come Quaccheri) in una presentazione diluita in tre post.

Qui il primo;

Qui il secondo;

Qui il terzo.

Ho dunque pensato, nel presente post, di essere maggiormente sintetico, condensandovi tutte le informazioni che ritengo più importanti (non è stata una selezione facile…).

Buona lettura!

Manuel Olivares

 

Non credo siano molti, in Italia, a non aver mai sentito parlare dei Quaccheri. È un nome che, non di rado, viene immediatamente associato alle migrazioni sei-settecentesche nel Nuovo Continente, eventualmente ad un pacifismo con chiare venature di protestantesimo radicale e a poco altro.

Nel Regno Unito, ovvero nella loro terra natìa, i Friends (per usare il termine con cui si rivolgono gli uni agli altri e con cui vengono spesso identificati dai simpatizzanti e, più generalmente, dagli “esterni”) sono meno di ventimila ma rappresentano una realtà senz’altro solida, essendo famosi per essere molto più influenti di quanto il loro numero possa far pensare.

Del resto il paese è disseminato di Friends’ Meeting Houses, tanto nelle medie e grandi città, quanto nei piccoli centri.

 

 

George Fox

 

George Fox (1624-1691), fondatore della Religious Society of Friends, nasce in una famiglia operaia, in un villaggio del Leicestershire che risponde, oggi, al nome di Fenny Drayton.

Ha un’infanzia ed un’adolescenza difficili:incomprensioni in famiglia, assenza di una regolare frequentazione scolastica e diversi problemi di salute, mentre il suo paese è insanguinato dalla celebre guerra civile. Ne1643 George Fox lascia la casa natìa e muove verso Londra, lavorando come calzolaio a Barnet, un sobborgo della capitale. È tormentato dalla depressione e da dubbi di natura esistenziale e religiosa. Dopo nemmeno un anno torna al paese natale dove, con il sacerdote locale, Nathaniel Stephens, prova, invano, a dare una direzione alla propria vocazione religiosa.

Seguono anni di inquietudine e nomadismo, nel corso dei quali George Fox, assiduo lettore della Bibbia, avanza in un percorso di fede di stampo chiaramente anticonformista.

Giunge a comprendere che i templi e le chiese non sono i posti più santi ed è piuttosto nell’anima dell’essere umano che si può davvero trovare Dio, in assonanza con quella che si può definire una religiosità interiore”. Allo stesso tempo, ancora nel profondo della sua anima, George Fox sente una forte connessione con Cristo vivente che, da puro spirito (dopo la sua breve e cruciale avventura terrena), può essere ovunque allo stesso tempo, al pari del calore e della luce del sole. Facile desumere come questo genere di spirito religioso lasci poco spazio al clero cattolico o protestante che sia.

Del resto, nell’Inghilterra del diciassettesimo secolo, esistevano diversi gruppi, finanche comunità di dissidenti radicali. Tra questi i Ranters ed i Seekers e sarà proprio tra questi ultimi che George Fox troverà molti dei suoi primi seguaci che denominerà Figli della luce (Children of the Light)

Al pari dei successivi Quaccheri, i Seekers muovevano da posizioni decisamente anticlericali e dal rigetto della dottrina della predestinazione, presente soprattutto negli ambienti calvinisti.

I loro incontri erano scevri da qualunque rituale religioso e si svolgevano in silenzio, in attesa di una possibile ispirazione divina che poteva manifestarsi in modi disparati.

Meetings for Worship dei Quaccheri, soprattutto in relazione a quella che sarebbe stata poi definita la loro sezione liberale, maggioritaria in Inghilterra, si svolgono essenzialmente nello stesso modo. Si siede in cerchio, per un’ora o per mezzora e si sta semplicemente in silenzio. Molti chiudono gli occhi ma non è necessariamente richiesto (potremmo piuttosto dire che, nella maggior parte dei casi, venga “naturale” farlo).

Chi dovesse sentirsi ispirato a condividere una riflessione nel gruppo, è libero di alzarsi in piedi e parlare.

 

 

Persecuzioni e migrazioni

 

A partire dalla seconda metà del Seicento George Fox diviene la figura di riferimento dei Figli della Luce (The Children of Light), coinvolgendo nel movimento religioso nascente un numero esponenzialmente crescente di persone. Insieme a molti seguaci, dato il carattere fortemente anticonformista del nuovo movimento religioso, arrivano le persecuzioni. Nel corso della seconda fase della sua vita, che lo vedrà come instancabile leader religioso anticonformista, George Fox conoscerà difatti diverse patrie galere. Verrà detenuto in condizioni anche molto dure, cosa che minerà irreversibilmente il suo stato di salute.

Diversi  suoi seguaci verranno, a loro volta, perseguitati, incarcerati, messi alla gogna ed il nome Quaccheri (da Quaker: tremante) verrà dato loro in senso dispregiativo dal giudice G. Bennet nel 1650, deridendo il tremore che alcuni di loro sperimentavano durante le estasi religiose.

Presto molti Quaccheri (o molti Friends) decideranno di salire sulle navi che lasciavano le coste inglesi, dal porto di Londra o da quello di Liverpool, alla volta del Nuovo Continente.

È in questa fase che emerge, nell’ambiente quacchero, la figura di William Penn (1644-1718): unico figlio del vice-ammiraglio Penn, particolarmente caro al Duca di York che sarebbe, successivamente, diventato re con il nome di Giacomo Secondo (James II). Dopo essersi convertito alla nuova religione proposta da George Fox, suscitando le ire paterne e aver vissuto, a sua volta, un periodo intensamente nomadico, William Penn si riconcilia con il padre da cui riceverà in eredità crediti con la corona britannica.

Ottiene dunque potere sovrano su di una provincia americana a sud del Maryland, mettendosi in viaggio, con due navi cariche di Quaccheri, alla volta di quella che sarà la Pennsylvania. Vi fonda la città di Filadelfia, presto la più fiorente nel Nuovo Continente (status che manterrà per buona parte del Settecento). William Penn instaura rapporti amichevoli con i nativi americani che fraternizzano con i pacifici Quaccheri giungendo, in alcuni casi, a convertirsi.

Non mancherà (ad esempio l’illuminista Voltaire) chi parlerà di età dell’oro in Pennsylvania (l’ambizioso esperimento inizia nel 1681) che, tuttavia, non potrà durare a lungo. Nel tempo, i Quaccheri divengono minoritari mentre nuovi coloni, usi a sistemi maggiormente spregiudicati, assumono gradualmente il controllo del territorio. Nel 1756 il consiglio di Pennsylvania dichiara guerra a due tribù di nativi ed i pochi Quaccheri che vi sono rimasti decidono di lasciarlo.

 

 

Da “movimento” a “istituzione” con assonanze quietiste

 

Dopo il tramonto de “l’esperienza utopica filadelfa”, i Quaccheri vivono un processo di ripiegamento su loro stessi e si trovano costretti a darsi un’organizzazione più rigorosa. Interessante l’accostamento che viene fatto in maniera, direi unanime, dagli studiosi tra l’orientamento settecentesco della Religious Society of Friends ed il Quietismo. In effetti le somiglianze tra i due fenomeni sono evidenti, mentre si può dibattere sulla misura in cui si possano considerare rilevanti.

Allo stesso tempo, verso la fine dello stesso secolo, sull’onda lunga della rivoluzione industriale, si sviluppano veri e propri imperi quaccheri nell’industria, nel commercio e nelle banche.

Il mondo quacchero sviluppa dunque anche una propria natura “elitaria” e, di conseguenza, la sua sfera di influenza si allarga, bilanciando con la cosiddetta Faith in Action (Fede attiva) la tendenza quietista che, tuttavia, continua ad essere una delle caratteristiche della Society.

È difatti riconducibile in buona parte agli sforzi dei Quaccheri la promulgazione, nel 1833, del British Slavery Abolition Act (il decreto di abolizione della schiavitù nelle colonie britanniche), cui ne seguono altri, nei decenni successivi.

Sempre nel corso dell’Ottocento si sviluppano, nel mondo quacchero (specialmente statunitense), alcune correnti il cui ruolo divisivo è stato, nel tempo, efficacemente ridimensionato.

Emerge, soprattutto nell’area centro-occidentale degli Stati Uniti, una tendenza “evangelistica” a partire dall’attivismo di J. Crewdson (1780-1844) − in cui viene dato maggior risalto alla Scrittura rispetto al principio della luce interiore.

Nel 1827 il mondo quacchero si scinde nel momento in cui Elias Hicks (1748-1830), rifiutando la cristologia ortodossa, riporta l’attenzione sui fondamenti più generali della religiosità interiore.

Nel 1831 segue una nuova scissione promossa da John Wilbur (1774-1856), i cui seguaci prendono il nome di Orthodox Conservative Friends o Wilburiti da cui, poi, deriveranno i Primitive Friends.

In Inghilterra i Quaccheri si mantengono maggiormente aderenti al messaggio iniziale di George Fox ed oggi, pur a fronte di alcune cruciali differenze, le divisioni tra le correnti attuali del mondo quacchero (rispettivamente la liberale, l’evangelica e la conservatrice) si sono generalmente attutite.

 

 

Gli incontri annuali

 

 “Il centro della vita quacchera”, scrive Antonio Piolanti (1911-2001) − rettore della Pontificia Università Lateranense dal 1957 al 1969 e considerato uno dei maggiori esponenti della cosiddetta “Scuola Romana” di teologia del Novecento – nel suo testo: Il protestantesimo ieri e oggi “era l’assemblea, attorno alla quale si svolgevano le attività spirituali ed anche assistenziali”.

In effetti l’assemblea, i meetings, sono ancora oggi il centro della vita quacchera.

Il principale momento assembleare dei Quaccheri (almeno in ambito inglese) è il Britain Yearly Meeting − espressione con cui si designa anche l’organizzazione centrale della Religious Society of Friends nel Regno Unito, con sede nella Friends House di Londra[1] − di cui fanno parte i membri dei diversi Area Meetings, ovvero delle diverse “realtà di base”.

Qualunque cosa venga deliberata nell’incontro annuale viene scrupolosamente registrata e resa accessibile ai Friends che fanno capo alle meeting houses locali.

Il lavoro sociale, a livello nazionale, viene gestito dal Meeting for Sufferings – subordinato al Britain Yearly Meeting − che ha il ruolo di organizzare diversi comitati tematici.

Importante la creazione, nel 1937, del Comitato mondiale consultivo quacchero (Friends World Committe for Consultation: FWCC presso la Friends House di Londra) con funzione di coordinamento delle diverse articolazioni nazionali della Religious Society of Friends oltre che di rappresentanza in contesti internazionali e alle Nazioni Unite.

La buona organizzazione della Religious Society of Friends, a livello locale, nazionale e sovranazionale, ha consentito ai suoi membri, nel corso della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, di distinguersi per un costante impegno pacifista, nell’offerta di servizi come ambulanze e ospedali da campo per i soldati feriti e nell’impegno per la ricostruzione di comunità danneggiate dai bombardamenti. In  virtù di questo, nel 1947, i Quaccheri sono stati insigniti del Premio Nobel per la pace.

 

 

Conclusioni

 

Oggi l’universo quacchero, essendosi nel tempo aperto ad altre confessioni religiose o a persone agnostiche o addirittura atee (il principio della “luce interiore” non può avere una connotazione esclusiva) credo possa definirsi post-cristiano o, forse più efficacemente, con radici nel Cristianesimo ma religiosamente eterogeneo o “poliglotta”.

Del resto, per citare un’ultima volta Antonio Piolanti, il cui testo resta ad oggi uno dei pochissimi contributi in italiano sulla Society:

 

 «Il principio della luce interiore e la sua esclusività ha portato il Quaccherismo ad un agnosticismo dottrinale e ad un pragmatismoLe dottrine sono secondarie; anche coloro che danno ad esse una certa importanza le considerano solo soggettive, simboli, reazione personale, diversa secondo gli individui, a questa luce interiore». 

 

Stando ai dati che si possono trovare facilmente in rete, oggi esistono poco meno di 400.000 Quaccheri adulti nel mondo. Circa il 50% sono in Africa ed il 22% nell’America del Nord.

Segnaliamo proprio in chiusura la mappa della distribuzione, a livello mondiale, degli Amici, realizzata dal Friends World Committe for Consultation, liberamente scaricabile qui

 

[1] Merita segnalare, pur di passata, che alla Friends House di Londra tenne un proprio importante discorso, nel 1931, anche il Mahatma Gandhi i cui rapporti con la Religious Society of Friends erano di stima e collaborazione reciproche.